MOTIVAZIONE E OBIETTIVI
Gente che poteva farlo e non lo ha fatto.
È da diversi anni che mi occupo di progetti imprenditoriali, di formazione e di persone che si lanciano nel mondo della libera professione. La sfida più complessa che ho visto lungo il percorso è sviluppare la capacità di gestire e alimentare la motivazione necessaria al raggiungimento di un grande obiettivo. Infatti, per raggiungere e ottenere qualcosa di nuovo, è necessario diventare persone diverse strada facendo. Servono nuove competenze, nuove abitudini, nuovi pensieri, anche nuove relazioni. Abbandonare la nostra vecchia identità e le nostre zone di comfort. E quindi, per poter ottenere tutto questo, è necessario un forte lavoro interiore, estremamente faticoso, incerto e destabilizzante. Per poter conquistare questa crescita ed essere motivati a perseguire l’obiettivo nel tempo (del resto tutto questo non lo si ottiene in un giorno o in un mese), ci serve comprendere cosa ci spinge fino in fondo a cambiare, a fare quello sforzo che il cambiamento stesso richiede. Capire perché è per noi importante conquistare quell’obiettivo; altrimenti lasceremo il progetto incompiuto. Questa difficoltà la vedo nei miei clienti, nei collaboratori, negli amici, la vedo in me stesso, nonostante sia una decina d’anni che lavoro sulla mia disciplina, nonostante libri e corsi di formazione siano i miei fedeli compagni durante viaggi e tempo libero, nonostante ogni giorno mi chieda quali siano gli obiettivi migliori per me. Rimanere centrati sulla propria bussola, essere costanti è la cosa più sfidante. Non essere centrati e costanti invece è il primo motivo di fallimento. C’è un concetto che tempo fa mi colpì: come esseri umani sovrastimiamo enormemente cosa possiamo fare nel breve termine, sottostimando scioccamente cosa possiamo costruire nel lungo termine, giorno dopo giorno, un passo per volta. Infatti, di fronte a un nuovo obiettivo accattivante, dopo aver letto un bel libro autobiografico di un imprenditore di successo o visto quel video YouTube del nostro mentore che ci dà indicazioni su come “potercela fare”, ci si accende la miccia e partiamo super motivati volendo spaccare il mondo. Iniziamo quel progetto con un’energia pazzesca, ma che spesso scema in pochi mesi, così come la palestra e i buoni propositi in un paio di settimane e la dieta paleo in due giorni, poi la voglia di carbo prevale.
Abbiamo tremendamente fretta e bisogno di ottenere risultati immediati. Se non li percepiamo in poco tempo, iniziamo prima a vacillare, poi a impegnarci di meno fino ad abbandonare. Accendere la miccia è fondamentale per partire, ma quanto siamo in grado di tenerla alimentata nei giorni, nei mesi, negli anni? Perché qui sta tutta la differenza: nella pazienza e nella costanza di ottenere un miglioramento ogni giorno.
Personalmente, in questo percorso fatto di costanza e disciplina più che di picchi adrenalinici e dopaminergici, ad aiutarmi è stato l’approfondire le tecniche di coaching e l’introspezione. Che poi non è altro che sapersi porre le giuste domande e saper scavare profondamente dentro noi stessi per trovare le risposte che ci servono. Così emergono i giusti obiettivi e possiamo monitorare se, giorno dopo giorno, quegli obiettivi sono ancora nostri, se li vogliamo perseguire per davvero, se quella giornata merita di essere vissuta in virtù di quello scopo.
Questi strumenti sono talmente utili che ormai sono diventati la base delle mie consulenze e dello sviluppo dei nostri progetti in Beamlight. D’altronde, come può una strategia d’impresa essere efficace se manca di un obiettivo profondo? Se ad un certo punto si cambia idea o non se ne vede più l’utilità o svanisce la motivazione? Come può un imprenditore far sì che la sua azienda funzioni se non trova l’energia per farlo?
Trovare qualcosa che faccia accendere la nostra miccia è wow, ci dona carica, lucidità mentale: sappiamo cosa fare, come spendere la nostra energia e ci sentiamo pieni, fiduciosi, entusiasti. Tante persone ancora non l’hanno trovato e non hanno idea di come fare, restano rassegnate a un quotidiano più routinario e poco stimolante. C’è chi invece questa miccia l’ha vista, l’ha sentita, ma ha preferito metterla da parte per paura di iniziare, per evitare il giudizio di qualcuno che non sarebbe d’accordo. Conosco anche persone che hanno tutto il coraggio del mondo, ma semplicemente non sanno come si fa: da dove inizio? Come si fa questa cosa? Queste sono le mie preferite perché mi stimola tantissimo essere d’aiuto nel fare chiarezza e costruire insieme il loro obiettivo.
Ho notato fino ad oggi, in primis con me stesso, che la motivazione necessaria a perseguire i nostri obiettivi nel tempo viene da una forte introspezione, dal conoscere a fondo cosa ci piace, cosa per noi è importante, cosa ci fa star bene. Questo ci permette di percepire nelle ossa quell’energia irrefrenabile quando facciamo cose allineate ai nostri obiettivi e ai nostri valori; è importantissimo, di contro, renderci conto di quali sono quelle attività, quelle persone, quei pensieri che ci prosciugano, lasciandoci solo l’ombra di noi stessi. Lontani dai nostri sogni e da una vita piena.
Sento che il nostro quotidiano è un viaggio fatto di conoscenza profonda, di ascolto costante, dove è essenziale conoscere cosa ci fa vibrare e quindi scegliere consapevolmente la nostra strada. Vuol dire cogliere i segnali che lungo il cammino a noi si manifestano e ci guidano dove c’è più energia, più motivazione, obiettivi che ci fanno saltare fuori dal letto la mattina, non vedendo l’ora di vivere quella giornata.
Gli strumenti pratici che mi aiutano in questo percorso sono sicuramente un costante lavoro di presenza e conoscenza di me stesso, e l’aver creato abitudini e routine che favoriscono pensieri e attività capaci di alimentare la voglia di continuare, passo dopo passo, a costruire i miei obiettivi. Serve anche un mindset paziente, e su questo ci sto lavorando, orientato al lungo termine, che sappia allontanarsi da una gratificazione immediata in favore di uno scopo più grande.
E soprattutto, serve che impariamo a farlo divertendoci, altrimenti che palle.
C’è chi dice che, prima che succedano cose diverse nella nostra vita, è necessario che accadano cose diverse dentro di noi. Più sei, più dai, più hai.
Luca
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